in X f
Mercato & Imprese

Ivass avvia ispezione sull’asset management di Generali

redazione Settembre 17, 2026 Mercato & Imprese

L'Ivass ha avviato un'ispezione sull'asset management di Generali, un'attività cruciale per la crescita del gruppo.

Ispezione Ivass su Generali

In Breve

Cosa ha avviato l'Ivass su Generali?
L'Ivass ha avviato un'ispezione sull'asset management di Generali.
Qual è la durata prevista dell'ispezione?
L'ispezione durerà circa sei mesi.
Quali sono le implicazioni dell'Opas di Intesa su Mps?
L'Opas di Intesa ha implicazioni per la compagine azionaria di Generali e ha avviato un'istruttoria dell'Antitrust.

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha avviato un’ispezione a Trieste, focalizzandosi sul segmento dell’asset management di Generali e sui rapporti con Conning. L’istruttoria, che si prevede durerà circa sei mesi, è di fondamentale importanza per monitorare la gestione degli asset, un elemento cruciale per la crescita del gruppo e per la tutela del risparmio degli investitori.

Questa ispezione avviene in un contesto di mercato complesso, caratterizzato da operazioni che hanno effetti a cascata sulla compagine azionaria di Generali. In particolare, l’offerta pubblica di acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha sollevato interrogativi sulla stabilità e sulla governance del gruppo triestino. L’Autorità Garante della Concorrenza ha avviato una propria istruttoria, evidenziando che Intesa, nel caso di subentro nella partecipazione attualmente detenuta da Mps tramite Mediobanca, non potrebbe esercitare un controllo di fatto su Generali attraverso il voto di lista.

Tuttavia, rimane la necessità di valutare i potenziali rischi di concentrazione nei segmenti di business comuni, in particolare nella gestione degli asset e nei rami Danni e Vita. Quest’ultimo segmento potrebbe presentare criticità maggiori a causa di legami strutturali e scambi di informazioni sensibili, specialmente nei mercati delle polizze vita dei Rami I, III e VI.

In questo contesto, l’integrazione di Alleanza, che si specializza nel settore Vita, è stata accelerata e sarà presentata al consiglio di amministrazione del gruppo il 30 settembre. Un’Alleanza indipendente avrebbe potuto rappresentare una soluzione per mitigare le concentrazioni nel caso di dismissione di asset.

Dal punto di vista regolamentare, eventuali rimedi richiesti dall’Antitrust saranno imposti all’operatore che realizza l’operazione, e non necessariamente al soggetto su cui l’operazione incide. Generali sembra orientata a procedere con un riassetto interno, un’idea che è stata valutata più volte negli anni ma accantonata per timori relativi all’impatto sulla creazione di valore.

Il gruppo ha indicato che i vantaggi attesi da questo riassetto includono l’eliminazione della tassazione sulla maxi cedola che Alleanza stacca a favore della casa madre, stimata in 4,2 miliardi di euro complessivi tra il 2015 e il 2025, oltre a sinergie operative e razionalizzazione dei ruoli manageriali. La rete distributiva, secondo le informazioni disponibili, non dovrebbe subire impatti significativi.

Le decisioni finali riguardo al riassetto interno verranno formalizzate il 30 settembre, un momento cruciale per il futuro di Generali e per il suo posizionamento nel mercato assicurativo italiano.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.