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Mercato & Imprese

Google: modifiche obbligatorie per l’ad tech, ma niente scissione

redazione Settembre 17, 2026 Mercato & Imprese

Un giudice federale ha stabilito che Google non dovrà scindere la sua attività di ad tech, ma dovrà apportare modifiche significative e nominare un monitor antitrust.

Logo di Google con riferimento all'ad tech

In Breve

Cosa ha deciso il giudice federale riguardo Google?
Il giudice ha stabilito che Google non deve scindere la sua attività di ad tech, ma deve apportare modifiche significative e nominare un monitor antitrust.
Quali modifiche sono state imposte a Google?
Google deve disaccoppiare il server per gli editori da AdX e non può obbligare i siti a usare AdX.
Qual è la durata delle nuove restrizioni?
Le restrizioni e il monitoraggio dureranno sei anni.

Un’importante decisione è stata presa da un giudice federale, Leonie Brinkema, riguardo le pratiche commerciali di Google nel settore della pubblicità digitale. Secondo quanto stabilito, Google non sarà obbligata a scindere la sua attività di ad tech, ma dovrà implementare modifiche significative nel suo modello operativo e nominare un monitor interno per garantire la conformità alle normative antitrust.

Il provvedimento prevede il disaccoppiamento del server per gli editori di Google da AdX, la piattaforma pubblicitaria di Google. Questo significa che i siti che utilizzano il server per editori non potranno essere costretti a utilizzare anche AdX. Queste misure sono state pensate per promuovere una maggiore interoperabilità e ridurre il privilegio degli strumenti proprietari di Google.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva contestato l’affidabilità di Google nella gestione di AdX, citando una commissione del 20% che l’azienda richiede agli editori per vendere pubblicità tramite questa piattaforma. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto più appropriato imporre cambiamenti piuttosto che procedere con una scissione totale dell’azienda.

Le nuove restrizioni e il monitoraggio dureranno sei anni, una durata significativamente inferiore rispetto ai 15 anni richiesti dal Dipartimento di Giustizia. Google ha già dichiarato di non essere d’accordo con la decisione e ha annunciato l’intenzione di presentare appello. L’Associate Attorney General, Stanley Woodward Jr, ha definito il risultato una “significant victory” per il Dipartimento di Giustizia.

Nel corso dell’ultimo esercizio fiscale, le entrate pubblicitarie di Google hanno raggiunto i 294,7 miliardi di dollari su un totale di 402,8 miliardi, rappresentando circa il 73% del fatturato complessivo. Questa percentuale segna un calo rispetto al 76% e al 77% registrati nei due anni precedenti, evidenziando una possibile flessione nella dipendenza dell’azienda dalle entrate pubblicitarie.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.