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Innovazione

Anie: Necessaria continuità negli investimenti dopo il Pnrr per il settore industriale

L'assemblea di Anie Confindustria mette in guardia sui rischi di un vuoto post-Pnrr, chiedendo continuità negli investimenti per sostenere la crescita del settore.

Assemblea Anie Confindustria a Milano

In Breve

Qual è il timore principale espresso da Anie riguardo al Pnrr?
Anie teme che la conclusione del Pnrr possa portare a un vuoto di domanda e risorse per il settore.
Come si trova il settore Elettrotecnica ed Elettronica rispetto alla media manifatturiera?
Il settore Elettrotecnica ed Elettronica è in condizioni migliori, con una crescita significativa rispetto alla media manifatturiera.
Qual è la percentuale di aziende Anie che ha partecipato a progetti legati al Pnrr?
L'80% delle aziende Anie ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr.

Durante l’assemblea pubblica del 2026 di Anie Confindustria, tenutasi a Milano, è emerso un forte timore riguardo al futuro del settore industriale italiano dopo la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Vincenzo de Martino, presidente di Anie, ha sottolineato che il “dopo” non deve essere un ritorno a una situazione pregressa, ma piuttosto un’opportunità per garantire continuità negli investimenti.

All’evento, aperto dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, hanno partecipato rappresentanti istituzionali e esperti del settore. Anie, che rappresenta oltre 1.100 imprese e 490.000 addetti, ha evidenziato come il comparto Elettrotecnica ed Elettronica si trovi in una posizione migliore rispetto alla media manifatturiera italiana. Nel 2025, mentre la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, i settori rappresentati da Anie hanno mostrato una crescita significativa, con quasi 12 punti percentuali sopra i livelli pre-pandemia.

Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori Anie è aumentato del 9% nominale, superando il +3% della manifattura nel suo complesso. I mercati abilitati dalle tecnologie Anie, che includono energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti, hanno un valore di 930 miliardi di euro e un valore aggiunto diretto di 297 miliardi. Questi settori hanno rappresentato il 22% dei progetti finanziati dal Pnrr, ricevendo il 63% dei finanziamenti disponibili.

Durante il periodo di attuazione del Pnrr, il valore aggiunto di questi mercati è aumentato in media del 10% all’anno, a fronte di un incremento del 2,9% per il resto dell’economia. Una survey condotta da Anie in collaborazione con Teha su circa 200 imprese, che rappresentano il 35% del fatturato del comparto, ha rivelato che l’80% delle aziende ha partecipato a progetti legati al Pnrr. Per il 54% di esse, questi progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato previsto per il biennio 2024-2025, mentre per il 32% il contributo è stato superiore al 20%.

Nonostante i risultati positivi, il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Pnrr senza l’implementazione di ulteriori politiche di sostegno. Tra gli esiti misurabili presentati durante l’assemblea, si evidenziano un incremento del 32% nella diffusione della fibra, un risparmio del 66% in energia primaria e un aumento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono gap significativi, come quello delle competenze digitali, dove solo il 54% degli adulti italiani possiede competenze adeguate, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.

Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso un approccio integrato che unisca tecnologia, programmazione e rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso affermando: «È fondamentale dare prospettiva agli investimenti, creando le condizioni affinché le aziende possano crescere, supportate dalle competenze necessarie. La tecnologia deve diventare una leva cruciale per la nostra competitività».

redazione

Autore della redazione Energia Domani.