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Mercato & Imprese

La Banca Centrale Europea mantiene i tassi d’interesse invariati a luglio

redazione Luglio 23, 2026 Mercato & Imprese

La Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere i tassi d'interesse invariati nella riunione di luglio, con possibili variazioni attese a settembre.

BCE tassi d'interesse

In Breve

Qual è la decisione della BCE sui tassi d'interesse a luglio?
La BCE ha mantenuto i tassi d'interesse invariati, con il tasso sui depositi al 2,25%.
Ci saranno cambiamenti ai tassi d'interesse in futuro?
Non si esclude un aumento dei tassi nella riunione di settembre.
Qual è la situazione attuale dell'economia europea?
L'attività economica ha mostrato miglioramenti, ma il conflitto in Medio Oriente frena la crescita.

Durante la riunione di luglio, la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di mantenere i tassi d’interesse invariati. Il tasso sui depositi rimane al 2,25%, mentre il tasso sui rifinanziamenti principali è fissato al 2,40% e il tasso sui prestiti marginali al 2,65%. Questa decisione è stata presa all’unanimità, anche se alcuni membri del consiglio direttivo hanno sollevato dubbi sulla necessità di un ulteriore rialzo. Tuttavia, non si esclude un possibile aumento dei tassi nella prossima riunione di settembre.

La presidente Christine Lagarde ha sottolineato l’importanza di monitorare attentamente i dati economici, le prospettive di inflazione e i rischi associati, in particolare gli effetti di secondo round che, al momento, non sono stati osservati. In vista delle proiezioni di settembre, la BCE dovrà considerare l’andamento dei prezzi di petrolio e gas, che rimangono altamente variabili.

Nonostante gli attacchi nel Mar Rosso siano stati considerati «allarmanti», questi non hanno influenzato la decisione di luglio. Il comunicato della BCE evidenzia che le prospettive per i prezzi dell’energia, sebbene variabili, sono attualmente in linea con le proiezioni di giugno e ben al di sopra dei livelli precedenti al conflitto in Medio Oriente.

La BCE ha quindi ritenuto che non ci sia attualmente la necessità di intervenire nuovamente sul costo del credito, mantenendo un attento monitoraggio dell’incertezza e dell’impatto inflazionistico derivante dallo shock energetico, che deve ancora manifestarsi pienamente.

Nel secondo trimestre, l’attività economica ha mostrato segni di miglioramento, con un recupero anche nel settore dei servizi. Tuttavia, il conflitto in Medio Oriente continua a frenare la crescita. A maggio, il tasso di disoccupazione si attestava al 6,2%, vicino ai minimi storici, anche se le offerte di lavoro sono diminuite e le aspettative delle imprese e delle famiglie indicano un mercato del lavoro più debole rispetto a prima del conflitto.

Gli indicatori anticipatori suggeriscono una crescita modesta nel breve termine, ostacolata dallo shock energetico e dalle incertezze. Tuttavia, i fondamentali per la crescita nel medio periodo rimangono solidi, sostenuti da consumi, investimenti in nuove tecnologie e spese pubbliche in difesa e infrastrutture.

Lagarde ha fatto riferimento alla flessione dell’inflazione a giugno, avvertendo tuttavia che gli shock energetici continuano a contribuire all’aumento dei prezzi. Le aspettative di inflazione a breve termine restano elevate, mentre quelle a lungo termine si attestano attorno al 2%. La BCE prevede che la dinamica dei prezzi rimarrà superiore all’obiettivo fino alla prima metà del 2027, per poi diminuire grazie al previsto calo dei prezzi dell’energia e a una crescita più contenuta.

I rischi per la crescita sono orientati al ribasso, mentre quelli per l’inflazione sono al rialzo. Le condizioni finanziarie sono diventate leggermente più rigide rispetto all’ultima riunione, a seguito del rialzo di giugno, e nel linguaggio del Consiglio direttivo è scomparso il riferimento ai rischi «bilanciati».

Infine, Lagarde ha escluso la possibilità di lasciare l’incarico prima della scadenza del mandato a settembre 2027, affermando che «quando ci sono nuvole all’orizzonte, il capitano resta sulla nave». Ha anche accolto l’adesione delle banche centrali di Bosnia e Montenegro alla piattaforma per pagamenti istantanei basata sulla tecnologia TIPS, con Albania, Kosovo e Macedonia del Nord attese a novembre, ringraziando la Banca d’Italia per il ruolo svolto.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.