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Mercato & Imprese

Calo dei finanziamenti pubblici per il cinema: un futuro incerto per le imprese italiane

redazione Ottobre 6, 2026 Mercato & Imprese

Nel 2025 i finanziamenti pubblici per il cinema in Italia scendono del 27%, evidenziando la fragilità del settore.

Calo dei finanziamenti pubblici per il cinema italiano

In Breve

Qual è la riduzione dei finanziamenti pubblici per il cinema nel 2025?
I finanziamenti scendono a 477,6 milioni di euro, con una riduzione del 27,2% rispetto al 2024.
Come influiscono gli aiuti pubblici sulla produzione cinematografica?
Gli aiuti pubblici rappresentano in media il 37% della produzione delle imprese beneficiarie.
Qual è l'impatto del calo del tax credit?
Il calo del tax credit ha portato a una diminuzione delle domande approvate e delle risorse assegnate.

Il settore cinematografico italiano si trova ad affrontare una significativa riduzione dei finanziamenti pubblici, con un calo previsto del 27,2% nel 2025. I finanziamenti scenderanno a 477,6 milioni di euro, rispetto ai 656,6 milioni del 2024. Questa diminuzione è principalmente attribuita alla frenata del tax credit, uno strumento cruciale per la produzione e distribuzione di opere cinematografiche.

Secondo una valutazione sull’impatto della legge 14 novembre 2016, n. 220, attualmente in fase di modifica, gli incentivi pubblici hanno fornito una spinta concreta alla produzione cinematografica. Tuttavia, emergono anche preoccupazioni riguardo alla persistenza di imprese fragili, lavoro discontinuo e le difficoltà delle opere nel trovare un pubblico. Il numero delle domande approvate per i finanziamenti è sceso drasticamente, passando da 888 a 527, con una diminuzione del 40,7%. Anche le risorse assegnate sono calate, passando da 622,6 a 402,8 milioni di euro, segnando un -35,3%.

Nonostante l’aumento dei contributi selettivi, che sono passati da 21,5 a 61,8 milioni di euro, questi non riescono a compensare la riduzione complessiva. Le opere sostenute sono aumentate leggermente, passando da 799 a 814. Tra il 2018 e il 2025, gli aiuti pubblici rappresentano in media il 37% della produzione delle imprese beneficiarie, e il 77% per le piccole imprese. Senza questi contributi, il risultato operativo delle aziende si presenta negativo, evidenziando la centralità del sostegno pubblico per la tenuta economica, in particolare per gli operatori più vulnerabili.

La concentrazione delle risorse è un altro aspetto preoccupante: le aziende con almeno 20 milioni di euro di produzione media costituiscono solo il 6,4% del totale, ma ricevono il 53,1% dei contributi. Al contrario, le imprese con un fatturato inferiore ai 500mila euro rappresentano il 55,9% del totale, ma ricevono solo il 6% dei finanziamenti. Nel 2025, il 97,5% delle risorse sarà destinato alla produzione, lasciando solo 11,5 milioni per la distribuzione.

Gli incentivi pubblici si sono dimostrati efficaci soprattutto nell’aumentare la produzione, ma gli effetti sull’occupazione sono più modesti e incerti. Interviste con operatori del settore hanno rivelato che la moltiplicazione dei set non ha garantito maggiore stabilità lavorativa per tutti. Inoltre, l’arrivo di produzioni straniere ha portato competenze e servizi, ma non ha necessariamente tradotto in una maggiore presenza delle opere italiane sui mercati esteri.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.