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Mercato & Imprese

Cottarelli: L’Italia deve procedere con cautela sull’uso della flessibilità Ue per il debito

redazione Luglio 22, 2026 Mercato & Imprese

Carlo Cottarelli avverte che l'Italia non ha attualmente bisogno di aumentare il debito pubblico grazie alla flessibilità Ue. Interventi mirati sono preferibili.

Carlo Cottarelli durante un'intervista

In Breve

Qual è l'opinione di Cottarelli sulla flessibilità Ue?
Cottarelli ritiene che l'Italia non debba ricorrere alla flessibilità Ue per aumentare il debito pubblico al momento.
Come sono andati i primi mesi del 2026 per l'economia italiana?
Il primo trimestre ha visto un incremento dell'occupazione e della produzione industriale, con risultati relativamente positivi.
Qual è il problema principale riguardo ai salari in Italia?
I salari reali sono diminuiti di circa il 6,6% negli ultimi trent'anni, e l'inflazione ha ulteriormente ridotto il potere d'acquisto.

Carlo Cottarelli, noto economista e ex commissario alla spending review, ha recentemente espresso la sua opinione riguardo alla situazione economica italiana, sottolineando la necessità di procedere con cautela sull’uso della flessibilità concessa dall’Unione Europea per aumentare il debito pubblico. Secondo Cottarelli, un incremento del deficit dovrebbe essere giustificato solo se necessario per evitare una recessione, e attualmente gli indicatori economici non mostrano una debolezza tale da richiedere una manovra espansiva generalizzata.

Il primo trimestre del 2026 ha registrato risultati relativamente positivi per l’Italia; l’occupazione e la produzione industriale hanno mostrato un incremento significativo ad aprile, seguito da una lieve flessione a maggio, ma i livelli rimangono comunque elevati. In questo contesto, eventuali interventi economici dovrebbero essere mirati a settori particolarmente colpiti dalla crisi, e dovrebbero essere finanziati attraverso tagli ad altre spese o mediante maggiori entrate fiscali.

Cottarelli ha anche messo in evidenza l’importanza della trasparenza nei programmi elettorali, avvertendo che molte promesse fatte dai partiti politici sono prive di coperture finanziarie. In particolare, sono emerse stime di impegni non finanziati che potrebbero raggiungere i 140-150 miliardi di euro all’anno per alcuni partiti, una cifra che, se confermata, avrebbe implicazioni significative per il debito pubblico italiano nel lungo termine.

Un altro punto cruciale sollevato da Cottarelli riguarda l’andamento dei salari. Negli ultimi trent’anni, i salari reali in Italia sono diminuiti di circa il 6,6%. Sebbene l’introduzione di un salario minimo possa contribuire a migliorare la situazione, non risolve il problema strutturale legato alla bassa crescita della produttività. Per affrontare questa sfida, sono necessarie politiche volte a favorire gli investimenti e a rendere l’Italia un Paese più attrattivo per le imprese.

L’inflazione ha avuto un impatto significativo sul potere d’acquisto dei lavoratori. Tra il 2021 e il 2022, i prezzi sono aumentati di circa il 16-17%, portando a una perdita di circa il 13% del potere d’acquisto per i lavoratori dipendenti. Sebbene nei tre anni successivi i salari abbiano recuperato parte del terreno perso, la ripresa dell’inflazione rappresenta un ulteriore fattore di rischio per la stabilità economica.

Infine, Cottarelli ha discusso la questione del consolidamento bancario, ritenendo inevitabile un processo di rafforzamento delle banche italiane per competere a livello europeo e mondiale. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di preservare le banche territoriali, che svolgono un ruolo fondamentale per le famiglie e le piccole e medie imprese, auspicando un approccio equilibrato che tenga conto delle esigenze locali.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.