In Breve
- Quando è fissato l'Earth Overshoot Day 2026?
- L'Earth Overshoot Day 2026 è fissato per il 30 luglio.
- Qual è l'impatto del sovrasfruttamento delle risorse?
- Il sovrasfruttamento porta a deforestazione, perdita di biodiversità e eventi meteorologici estremi.
- Qual è il Country Overshoot Day per l'Italia?
- Il Country Overshoot Day per l'Italia è il 3 maggio.
L’Earth Overshoot Day 2026 è fissato per il 30 luglio, un’importante data che segna il momento in cui l’umanità esaurisce il budget annuale di risorse e servizi ecologici rigenerabili dalla natura. Questo calcolo è effettuato dal Global Footprint Network, un’organizzazione che misura la pressione esercitata dall’uomo sulle risorse del pianeta.
Secondo le stime, l’umanità utilizza la natura il 73% più velocemente di quanto gli ecosistemi possano rigenerarsi, il che equivale a un consumo di risorse pari a 1,73 pianeti Terra. Questo rappresenta il livello più alto mai registrato e porta a gravi conseguenze, tra cui deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di CO2 nell’atmosfera. Questi fenomeni si traducono in eventi meteorologici estremi più frequenti e in un calo della produzione alimentare.
Il calcolo dell’Earth Overshoot Day avviene dividendo la biocapacità del pianeta, ovvero la quantità di risorse ecologiche generate in un anno, per l’impronta ecologica dell’umanità, che rappresenta la domanda di risorse nei 12 mesi. Entrambi i valori sono misurati in ettari globali e il risultato viene moltiplicato per il numero di giorni dell’anno. I dati utilizzati provengono dall’ultima edizione dei National Footprint and Biocapacity Accounts e da agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni affiliate.
Per il 2026, una revisione al rialzo della capacità degli oceani di assorbire carbonio ha portato a un posticipo della data di otto giorni rispetto alla stima del 2025. Tuttavia, cambiamenti reali nell’ultimo anno hanno ampliato il divario tra impronta ecologica e biocapacità, anticipando l’Earth Overshoot Day di due giorni. Il risultato netto è uno slittamento di sei giorni rispetto al 2025, confermando un livello storico di sovrasfruttamento delle risorse naturali. Dal 1970, i deficit annuali si sono accumulati fino a costituire un debito ecologico equivalente a 20,6 anni di piena produttività biologica della Terra, una situazione che appare difficile da invertire completamente.
Un’analisi delle aree urbane rivela che oltre metà della popolazione mondiale vive già nelle città, e si prevede che entro il 2050 questa percentuale salirà a quasi il 70%. Le città, pur occupando solo il 3% della superficie terrestre, sono responsabili di circa il 75% dei consumi energetici e del 70% delle emissioni globali di gas serra legate alle attività umane, generando oltre l’80% del PIL mondiale. Investimenti in mobilità sostenibile, edifici efficienti, servizi condivisi, sistemi alimentari più sostenibili, economia circolare e una maggiore presenza di natura urbana sono indicati come leve fondamentali per ridurre l’impronta ecologica e posticipare l’Earth Overshoot Day.
Inoltre, il Global Footprint Network calcola anche i Country Overshoot Day. Per l’Italia, il Country Overshoot Day è stato raggiunto il 3 maggio, il 123° giorno dell’anno, il che implica che, alle attuali velocità di consumo, sarebbero necessari tre pianeti Terra per sostenere i livelli di consumo degli italiani. A livello globale, i primi Paesi del 2026 a esaurire le disponibilità annuali della Terra includono il Qatar (4 febbraio), il Lussemburgo (17 febbraio), Singapore (23 febbraio) e gli Stati Uniti (14 marzo). Per l’Unione Europea a 27, il Day ricade anch’esso il 3 maggio. Infine, per l’Italia, il Giorno di Deficit, ovvero la data in cui la domanda di risorse supera la biocapacità nazionale, è il 19 marzo.

