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Politiche & Norme

Spedizione di Materiale per Droni dalla Cina alla Russia: Nuove Rivelazioni

redazione Settembre 15, 2026 Politiche & Norme

Documenti rivelano che una società statale cinese ha inviato 46 tonnellate di materiale per fibre di carbonio a una controllata russa, sollevando preoccupazioni internazionali.

Materiale per droni inviato dalla Cina alla Russia

In Breve

Quale materiale è stato spedito dalla Cina alla Russia?
46 tonnellate di materiale precursore per fibre di carbonio.
A quale azienda russa è stato inviato il materiale?
Alabuga-Volokno, controllata di Rosatom.
Qual è l'uso previsto di questo materiale?
Produzione di droni d'attacco e altri articoli militari.

Documenti interni analizzati da autorità statunitensi e britanniche hanno rivelato che una società statale cinese ha trasferito 46 tonnellate di materiale precursore per fibre di carbonio a una controllata della società nucleare russa Rosatom, la Alabuga-Volokno. Questo trasferimento, avvenuto all’inizio del 2026, è avvenuto sotto la copertura di un codice doganale normalmente riservato a fibre sintetiche civili, suggerendo un tentativo di occultare l’uso militare del materiale.

Alabuga-Volokno è nota per la produzione di 39 articoli in fibra di carbonio, utilizzati in settori come aviazione, ingegneria missilistica e droni. Si stima che circa l’89% della sua produzione sarà destinato a imprese russe della difesa entro il 2030. Un esperto di armamenti ha suggerito che il volume spedito potrebbe fornire materiale sufficiente per la costruzione di fino a 1.300 droni d’attacco a lungo raggio.

Le autorità ucraine hanno monitorato almeno otto gare d’appalto per spedizioni simili tra Jilin Chemical Fiber Group e Alabuga-Volokno dal 2022. Secondo un’analisi del Kiel Institute, la Cina fornisce oltre il 60% dei componenti necessari alla produzione militare russa. Ex funzionari statunitensi hanno sottolineato che molte aziende cinesi hanno legami profondi con il settore della difesa di Mosca, in cambio di trasferimenti di tecnologia.

Queste rivelazioni giungono a poche settimane da un incontro programmato tra i leader di Stati Uniti e Cina, un evento su cui entrambi i governi preferirebbero concentrare l’agenda bilaterale. L’ambasciata cinese a Washington ha respinto le accuse, affermando che la Cina controlla rigorosamente le merci a duplice uso e non ha mai armato nessuna delle parti coinvolte nel conflitto. D’altro canto, Rosatom ha contestato qualsiasi illecito legato alle dichiarazioni doganali della sua controllata, sostenendo di operare in conformità con le leggi e i regolamenti applicabili.

Tuttavia, ex funzionari statunitensi rimangono scettici riguardo al racconto delle autorità cinesi, evidenziando che le imprese statali agiscono con la certezza di non essere perseguite dallo Stato. Le autorità ucraine sostengono che tali forniture siano fondamentali per l’espansione della produzione russa di droni e componenti missilistici, e hanno chiesto l’adozione di sanzioni secondarie, controlli alle esportazioni più rigorosi e una maggiore cooperazione con partner asiatici per contrastare queste reti.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.