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Multa da 403 milioni di euro a Google: un deterrente insufficiente per la protezione dei dati?

redazione Settembre 23, 2026 Innovazione

La Commissione per la protezione dei dati irlandese ha inflitto a Google una multa di 403 milioni di euro per il trattamento illecito dei dati di localizzazione. Proton mette in discussione l'efficacia delle sanzioni.

Multa Google per dati di localizzazione

In Breve

Qual è l'importo della multa inflitta a Google?
Google è stata multata per 403 milioni di euro per il trattamento illecito dei dati di localizzazione.
Qual è l'effetto delle sanzioni sulle grandi aziende?
Le sanzioni rischiano di essere percepite come costi operativi, insufficienti a modificare i comportamenti consolidati.
Perché i dati di localizzazione sono sensibili?
I dati di localizzazione possono rivelare informazioni personali come indirizzi di residenza e abitudini quotidiane.

La Commissione per la protezione dei dati irlandese (DPC) ha recentemente inflitto a Google una sanzione di 403 milioni di euro per il trattamento illecito dei dati di localizzazione degli utenti, avvenuto tra il 2018 e il 2020. Questa multa si colloca tra le più significative mai imposte al colosso tecnologico nell’ambito del regolamento GDPR.

Secondo un’analisi di Proton, basata sul free cash flow previsto per il 2025 di Alphabet, pari a 73,3 miliardi di dollari (circa 200 milioni al giorno), la sanzione potrebbe essere saldata in appena due giorni e sette ore, ovvero circa 55 ore. Nel corso del 2025, Google ha già ricevuto cinque sanzioni per un totale di quasi 4,24 miliardi di dollari, cifra che, sempre secondo Proton, potrebbe essere coperta in circa tre settimane.

Il confronto con il 2024, anno in cui le multe complessive hanno superato gli 8 miliardi di dollari, evidenzia ulteriormente la questione dell’efficacia delle sanzioni come deterrente. In quell’anno, le multe avrebbero richiesto meno di tre settimane per essere saldate con il free cash flow del settore, sollevando interrogativi sulla reale capacità di tali misure di influenzare i comportamenti delle grandi aziende.

Jurgita Miseviciute, responsabile della politica pubblica di Proton, ha messo in evidenza come l’entità economica delle multe rischi di essere percepita come un semplice costo operativo per le grandi aziende, piuttosto che come un deterrente efficace. Questo porta a riflettere sulla necessità di sanzioni più severe per garantire una reale protezione dei dati degli utenti.

Per gli utenti, la questione dei dati di localizzazione è particolarmente delicata, poiché tali informazioni possono rivelare dettagli sensibili come indirizzi di residenza, abitudini quotidiane e persino visite mediche. Fino a quando le sanzioni non avranno un impatto significativo sui bilanci delle grandi aziende tecnologiche, la responsabilità della protezione dei dati continuerà a ricadere principalmente sui singoli consumatori.

In conclusione, la multa di 403 milioni di euro a Google solleva importanti interrogativi sull’efficacia delle attuali normative e sanzioni in materia di protezione dei dati. È fondamentale che le autorità competenti valutino misure più incisive per garantire la sicurezza e la privacy degli utenti nel mondo digitale.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.