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Energia

Flessibilità della domanda: come abbattere i costi energetici in Italia

redazione Settembre 8, 2026 Energia, Mercato & Imprese

La flessibilità della domanda potrebbe portare a significative riduzioni dei prezzi dell'energia in Italia, con impatti positivi sulle bollette di famiglie e imprese.

Flessibilità della domanda energetica

In Breve

Cosa è la flessibilità della domanda?
La flessibilità della domanda è la capacità dei consumatori di modificare il loro consumo di energia in risposta a segnali di prezzo.
Quali sono i benefici della flessibilità della domanda?
Può ridurre i costi energetici e contribuire a una maggiore stabilità del sistema elettrico.
Qual è il prezzo attuale dell'elettricità in Italia?
Il prezzo dell'elettricità ha raggiunto 224 euro al MWh, il livello più alto dal dicembre 2022.

Nei primi mesi del 2026, l’analisi di Flexit evidenzia che spostare i consumi elettrici dalle ore più costose verso le ore centrali della giornata potrebbe generare riduzioni dei prezzi all’ingrosso dell’energia fino al 69%, con un abbattimento del costo fino a 59 euro al MWh. Questo approccio potrebbe comportare una diminuzione aggregata della domanda di 2-5 GW, corrispondente a circa il 5-10% del carico elettrico italiano, riducendo il Prezzo Unico Nazionale (PUN) di 30-50 euro al MWh nelle ore interessate, con una contrazione del prezzo nell’ordine del 10-30%.

La flessibilità della domanda, nota anche come demand-side flexibility (DSF), rappresenta la capacità dei consumatori di adattare la loro produzione e consumo di energia in risposta a segnali esterni. Questa flessibilità può essere attuata sia individualmente che attraverso operatori di mercato come retailer e aggregatori. I cosiddetti ‘flexumers’ possono beneficiare di tariffe dinamiche e, aggregandosi, contribuire ad appiattire i picchi di domanda, riducendo così il prezzo all’ingrosso dell’energia.

Un aspetto positivo di questo sistema è la riduzione del rischio di curtailment nella produzione di energia rinnovabile. Nel 2025, sono stati bloccati 640 GWh di energia eolica su 21 TWh prodotti e 162 GWh di energia solare su 44 TWh. In Francia, gli aggregatori di demand response sono già attivi nei mercati all’ingrosso attraverso il meccanismo NEBCO, ottenendo riduzioni del prezzo all’ingrosso fino a 60 euro al MWh durante i picchi di domanda.

In Italia, sono attualmente in fase di sviluppo quattro progetti pilota su mercati locali della flessibilità, localizzati a Milano (Unareti), Roma (Areti), nel Centro Italia (E-Distribuzione) e a Trieste (AcegasApsAmga). Questi progetti utilizzano aste per remunerare i clienti che offrono la propria flessibilità. La neonata associazione italiana Flexit, parte del gruppo europeo SmartEn, che riunisce operatori come retailer, aggregatori e produttori di tecnologia, sottolinea l’urgenza di attivare questo potenziale per ridurre rapidamente le bollette di famiglie e imprese.

Attualmente, il prezzo dell’elettricità, secondo il PUN Index GME, ha raggiunto i 224 euro al MWh, un livello non registrato dal dicembre 2022. L’Unione Europea ha previsto la partecipazione della flessibilità dal 2019 con la direttiva 2019/944 e il regolamento 2019/943, mentre ARERA ha dato il via libera nel 2021. Michael Villa, presidente di Flexit e direttore generale di SmartEn, ha evidenziato la necessità di un framework normativo comune per uniformare le regole e consentire lo sviluppo di mercati scalabili e business replicabili.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.