In Breve
- Quante aziende sono state salvate dalla composizione negoziata della crisi?
- 777 aziende sono state salvate grazie alla composizione negoziata della crisi.
- Quanti posti di lavoro sono stati garantiti?
- Circa 45.800 posti di lavoro sono stati garantiti.
- Qual è il tasso di successo delle pratiche?
- Il tasso di successo è del 23%.
Negli ultimi anni, la composizione negoziata della crisi ha dimostrato di essere uno strumento efficace per il salvataggio delle aziende in difficoltà in Italia. Fino ad oggi, sono stati registrati 777 esiti favorevoli su un totale di 3.453 pratiche definite, con un tasso di successo del 23%. Questo approccio ha permesso di salvaguardare circa 45.800 posti di lavoro, un risultato significativo in un contesto economico complesso.
Dal 15 novembre 2021, sono state aperte 5.084 procedure, con 1.128 nuove istanze avviate nei primi otto mesi del 2026. Tra le aziende che hanno beneficiato di questa misura ci sono nomi noti come Coin e Furla, che hanno recentemente concluso il loro percorso di salvataggio. Altri casi di successo includono Tfm Automazione, specializzata in meccanica di precisione per l’automotive, con un fatturato di 60 milioni e 250 dipendenti; Colines, produttrice di macchine per il trattamento di plastica e gomma, con 150 addetti; ed Edim Spa, attiva nella fusione di metalli e recentemente acquisita dal gruppo Bosch, con 340 dipendenti.
Oltre a queste, altre aziende come Bricoteam (Bricofer), Gala Spa e Nagest hanno chiuso positivamente il loro percorso. Tra i casi più complessi, si segnala una composizione negoziata di gruppo per Egea, evidenziando la varietà delle situazioni affrontate.
Tuttavia, non tutte le pratiche hanno avuto esito positivo. Di 2.676 pratiche terminate negativamente, il 54% è attribuibile all’insuccesso delle trattative, mentre 839 istanze sono state chiuse per mancanza di prospettive di risanamento. Circa il 15% delle procedure si è interrotto per rinuncia dell’imprenditore. Questi dati sottolineano l’importanza di una gestione tempestiva e professionale delle crisi aziendali.
Tra i fattori che influenzano l’esito della composizione negoziata, la tempestività della domanda e l’esperienza degli esperti nominati giocano un ruolo cruciale. Attualmente, il 78% degli esperti coinvolti sono commercialisti, mentre solo il 20% sono avvocati. Pochi sono i dirigenti d’impresa e i consulenti del lavoro coinvolti nel processo. Inoltre, la possibilità di accordi transattivi fiscali ha avuto un impatto limitato, con sole 53 transazioni approvate dall’Agenzia delle Entrate negli ultimi tempi.
Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha evidenziato l’importanza della cultura della prevenzione, affermando che “tanto più si interviene in modo rapido ed efficace, tanto più si agisce con successo”. Questo approccio ha permesso di salvare un’azienda su quattro nell’ultimo anno, garantendo così il posto di lavoro a oltre 45.000 addetti.
In conclusione, la composizione negoziata della crisi si conferma un’opzione valida per le aziende in difficoltà, ma richiede una gestione attenta e tempestiva per massimizzare le probabilità di successo.
