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Mercato & Imprese

Crescita delle PMI in Italia: Aumento di occupazione ma stagnazione produttiva

redazione Settembre 30, 2026 Mercato & Imprese

Le piccole e medie imprese italiane registrano un aumento di occupazione, ma la produttività rimane un nodo cruciale.

Crescita delle PMI in Italia

In Breve

Qual è l'aumento delle PMI in Italia dal 2019 al 2025?
Il numero di PMI attive è aumentato del 21%, passando da 180 mila a quasi 218 mila.
Come è cambiata l'occupazione nelle PMI italiane?
L'occupazione complessiva è cresciuta del 20%, raggiungendo 5,63 milioni di addetti.
Quali sono le principali criticità delle PMI italiane?
La produttività rimane stagnante e le differenze territoriali sono significative.

Tra il 2019 e il 2025, il panorama delle piccole e medie imprese (PMI) italiane ha visto un significativo incremento sia nel numero che nell’occupazione. Le PMI attive sono aumentate del 21%, passando da 180 mila a quasi 218 mila unità. Parallelamente, l’occupazione complessiva è cresciuta del 20%, raggiungendo 5,63 milioni di addetti, con un incremento di circa 900 mila posti di lavoro rispetto al 2019.

Tuttavia, nonostante questi dati positivi, le PMI non hanno registrato un aumento della dimensione media né della produttività. La dinamica dimensionale ha mostrato una migrazione verso classi superiori: circa l’8,2% delle imprese presenti nel 2019 è diventata media, e il 9,6% delle medie è passato alla categoria delle grandi. Tuttavia, la dimensione mediana di ciascuna classe rimane sostanzialmente stabile, poiché le classi si alimentano anche da aziende meno produttive.

Dal punto di vista economico, il fatturato reale aggregato delle PMI è aumentato rispetto al 2019, seppur a un ritmo inferiore rispetto all’occupazione. Infatti, il fatturato reale dell’impresa mediana è diminuito in tutte le classi dimensionali. La marginalità mediana (Ebitda) ha registrato un miglioramento, con aumenti del 20% per le piccole e del 15% per le medie, principalmente grazie al contenimento dei costi piuttosto che a una crescita dei ricavi.

Un aspetto critico rimane la produttività, che continua a rappresentare un nodo strutturale. Dopo un rimbalzo nel 2021, la produttività è tornata ai livelli pre-pandemici e, tra le aziende medie che non sono riuscite a passare alla classe superiore, si è ridotta del 3,9%. Le differenze territoriali sono significative: la produttività delle PMI nel Sud e nelle Isole è inferiore di circa un quarto rispetto a quella del Nord. Nonostante il Mezzogiorno abbia aumentato di tre punti percentuali il proprio peso sul numero delle PMI attive e sull’occupazione complessiva, il divario di produttività non mostra segnali di riduzione.

Il quadro complessivo evidenzia un sistema di PMI più ampio e con maggiore occupazione, ma non ancora mediamente più grande e produttivo. Per rafforzare la competitività industriale, è fondamentale puntare sulla crescita dimensionale, sull’evoluzione organizzativa delle imprese e sulla riduzione delle differenze territoriali.

Luca Peyrano, CEO di Cerved, ha sottolineato che l’aumento del numero delle PMI e degli occupati è un segnale positivo, ma non sufficiente. La priorità deve essere quella di trasformare questa crescita in maggiore produttività e capacità dimensionale. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha evidenziato l’importanza di creare condizioni abilitanti e una politica industriale a lungo termine per favorire il miglioramento e l’aumento di scala delle PMI.

redazione

Autore della redazione Energia Domani.